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Cambie#Rai…fino ad un certo punto….cosa è successo al tavolo tecnologia

CambieRai è il nome dell’evento creato dal Ministero dello Sviluppo e organizzato dalla Rai per raccogliere idee e proposte in vista del rinnovo della concessione alla Rai, il cui termine sarà prorogato a fine ottobre, da trasformare in domande da porre ai cittadini su Internet, il tutto con l’elaborazione dell’Istat.

L’evento in sè è pienamente riuscito: quattro macro-aree contrassegnate dai colori diversi, una grande partecipazione con ricchezza di spunti e di confronto tra esperienze diverse: tanto che sarebbe utile per la Rai, al di là del rinnovo della concessione, confrontarsi periodicamente con associazioni, tecnici ed esperti del settore. C’è sempre un ma…e quel ma si riferisce al tavolo al quale ha partecipato l’autore del blog, quello sulle tecnologie della macro area digitale.

La discussione è stata interessante, aperta, senza preclusioni, a volte con punti di vista diversi, ma molto ricca. Quando si stava scrivendo il documento finale, sono cominciati i problemi. Senza fare nomi – è peraltro un amico – una persona che partecipava ad un altro tavolo di un’altra macro-area ha chiesto una modifica, ad avviso di chi scrive, tutt’altro che secondaria: privilegiare la piattaforma digitale terrestre sulle altre, perchè sarà quella rilevante per la distribuzione televisiva ancora per anni. Cosa in parte scontata, in parte da verificare nel tempo, ma si sa che la partita è assicurare la banda 700 alle televisioni ben oltre la data del 2020 proposta dalla Commissione Ue e anche di quel 2022 proposto come mediazione da governo e Parlamento. La frase è tutt’altro che secondaria, quindi.

In più viene nei fatti imposta da una persona estranea al tavolo che rappresenta interessi direttamente collegati al mantenimento della banda 700 alle televisioni per il maggior tempo possibile.

Alla fine, viene modificata anche la prima domanda del questionario: la Rai deve rendere tecnicamente disponibili i contenuti del servizio pubblico a tutti i cittadini tramite le piattaforme tecnologiche, dove doveva esserci un “tutte” prima di nominare le piattaforme (anche questa non è una questione secondaria, ma una vecchia storia….). Va benissimo, ci sono interessi legittimi, ma a questo punto non ho dato la mia firma per il documento finale., a meno che il documento finale, che è un verbale dei lavoro, non venga modificato com’era prima dell’intervento esterno.