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Il grande silenzio sul futuro #duopolio radiofonico….

Su Auditel qualcosa si muove, sulla futura concentrazione della radio in Italia regna il silenzio (non si può aggiungere “degli innocenti”). La famiglia Hazan ha esercitato la prelazione per acquisire il totale controllo delle radio del gruppo Finelco – Radio 105, Virgin Radio, Radio Montecarlo con otto milioni di ascoltatori al giorno – rilevando per 21 milioni il 44,5% controllato da Rcs. E ha siglato subito dopo un’intesa per la cessione a Mediaset del 19delle azioni con diritto di voto e del 50% delle azioni senza diritto di voto, con la possibilità per la controllata da Fininvest, di aumentare ulteriormente la sua quota. Mediaset ha già rilevato da Mondadori (è un’operazione infragruppo) l’80% di Monradio, che controlla Radio 101.

E’ evidente che la prelazione, che non necessita di autorizzazione, al contrario del contratto con Mediaset, è stata esercitata avendo già in tasca l’accordo con il polo televisivo commerciale del Biscione.

L’Agcom si è riunita per decidere se aprire o meno un procedimento e7o un’indagine conoscitiva sul settore. Ha rinviato ogni decisione, ma la maggioranza di tre commissari su cinque è orientata a non aprire alcun procedimento. A quel punto, la palla passerebbe all’Antitrust.

Veniamo agli effetti della concentrazione una volta autorizzata. Le radio controllate da Finelco-Mediaset avrebbero ascolti (secondo la ricerca Radio Monitor GFK Eurisko nel totale 2014) per 9,6 milioni di ascoltatori su 34,9 milioni del totale radio. Attenzione, però: Publitala, la concessionaria di pubblicità di Mediaset, ha già in gestione Radio Italia Solo Musica Italiana e Radio Kiss Kiss, che valgono altri 6,3 milioni di ascolti. Il totale ascolti venduti da Publitalia, una volta portata a termine l’operazione ovviamente, sarebbe pari a 16 milioni, ovvero al 46% dell’ascolto radiofonico totale.

La struttura del mercato della radio, sinora, al contrario di quella televisiva, vedeva la concorrenza di sei-sette editori privati di dimensioni analoghe con la Rai, con otto milioni e 600mila ascoltatori per le sue tre radio nazionali e 12 (dodici!!!) milioni di pubblicità dichiarata a bilancio. A fronte dei 16 milioni potenziali della nuova concentrazione, quasi il doppio rispetto agli ascolti della Rai, Rtl 102 può opporne 6,7 milioni, RDS 4,7 milioni, Radio DeeJay 4,6 milioni, Radio Capital 1,6 milioni, Radio 24 1,9 milioni. Sul fronte della pubblicità, i valori riferiti ai bilanci 2014, al netto delle percentuali di agenzia e della concessionaria, darebbero a Publitalia una quota del 32% con 82,5 milioni racconti sui 246,4 del settore privato: questo perchè Finelco, con gli stessi ascolti del gruppo Elemedia (Espresso-Repubblica) raccoglie meno della metà della pubblicità, dando una provvigione del 40% alla concessionaria. Facile prevedere che con la gestione Publitalia la quota pubblicitaria si avvicinerà a quella degli ascolti.

Publitalia ha in gestione oltre la metà della pubblicità commerciale nazionale, con una quota del 56,9% nei primi sette mesi del 2015. La vendita in sinergia di tv e radio già  annunciata nel comunicato di Mediaset del 15 settembre: <l’operazione…assicura importanti sinergie con l’industria televisiva, sia in termine di produzione e distribuzione di contenuti sia in termini di raccolta pubblicitaria>. E magari anche di orientamento politico delle news radiofoniche in periodo pre-elettorali, sul modello dei Tg di Mediaset…

Il duopolio (qualcuno dice che è finito….beati loro, la struttura oligopolistica del mercato è oggi ancora più forte del passato, chiedetelo alle tv locali) si estende anche a mercati finora pluralisti e concorrenziali. E le Autorità? E i partiti, Pd in testa? E le associazioni del settore, in particolare quelle delle radio e delle tv locali? I ricercatori e gli esperti che ci ripetono che il duopolio è finito, nell’era del Web? Le altre radio nazionali?

Silenzio.