Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Ultime sulla #tv e i #media: TIM-Sky, Confindustria Radio Tv, le locali…

Ecco alcune osservazioni su quanto è accaduto e sta accadendo nel mondo dei media italiano e non.
1) Accordo TIM-Sky Italia. Sicuramente l’evento di maggior rilievo delle ultime settimane. Con alcuni dubbi: la banda ultralarga è la più adatta al canale di ritorno, quindi alla personalizzazione del consumo. Pensando a quanto accade negli Stati Uniti, è davvero utile trainare la diffusione della banda ultralarga con i 110-120 canali di Sky? Non sarebbe stato meglio costruire un’offerta di Sky flessibile e variabile a seconda dei gusti delle famiglie e dei singoli coinvolti? Magari con un canale o una serie di offerte ad hoc per il pubblico della banda larga fissa di TIM, basato magari su alcune produzioni italiane a basso costo finanziate dai due gruppi. Forse chiedo troppo…
2) A proposito della crescita degli abbonati di Sky, è dovuta soprattutto ai talent (X Factor e Masterchef) e alla fiction seriale, da 1992 al Trono di Spade. A quanto sembra, è meno dovuta al calcio e allo sport. Quante chiacchiere, in passato, sul fatto che sport e cinema erano le killer application della pay tv…
3) Confindustria Radio Tv presenta a Montecitorio i suoi nuovi Quaderni. Neanche un politico presente, neanche il presidente della Camera o il sottosegretario Giacomelli. Un segnale inquietante. Quanto ai contenuti sul “futuro della televisione”, un po’ scontati molti interventi che hanno assicurato lunga vita a madama la televisione lineare generalista. Quanto sta avvenendo negli Stati Uniti andrebbe meglio evidenziato, per esempio in termini di consumo differito nel tempo dei contenuti della tv lineare: in alcuni casi meno del 50% dell’audience totale viene realizzata con il primo passaggio “live”. Questo significa che il consumo successivo in streaming, da varie piattaforme, RAFFORZA la televisione lineare, free o a pagamento, a patto di riuscire a valorizzare gli ascolti successivi in termini pubblicitari. E a realizzare produzioni di qualità internazionale.
4) In teoria, dopo il 30 aprile, secondo la legge, dovrebbero essere disattivati dalla polizia postale gli impianti di quelle televisioni locali che trasmettono sulle frequenze sulle quali gli Stati Confinanti hanno denunciato interferenze sulle proprie frequenze. Tranquilli, siamo su scherzi a parte. Il termine, dicono al ministero, non è perentorio, non serve neanche una proroga…Nessuno voleva chiudere 144 tv locali: le responsabilità sono di chi ha assegnato loro frequenze “non italiane” e non coordinate con i paesi confinanti. Basta che questi paesi, stanchi delle interferenze, non chiedano l’apertura di un’ennesima procedura d’infrazione contro l’Italia…