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#Cinema italiano perde 14 milioni di spettatori in un anno.

Perde spettatori il cinema italiano e cala il consumo di film sul grande schermo. Il 2012 è stato un anno contrassegnato da questi due fenomeni strettamente connessi. Un terzo fenomeno è quello della progressiva marginalità delle monosale cittadine, i templi del cinema negli anni 50-60-70. Marginalità, che penalizza  i film nazionali, più deboli nei multiplex integrati nei centri commerciali,  meno frequentati dagli spettatori di media età, più orientati a vedere le pellicole prodotte in Italia. I dati mese per mese mostrano un crollo a giugno, in concomitanza con gli Europei di calcio mentre le Olimpiadi non hanno influito sul risultato di agosto dei cinema. Solo il 52% degli schermi italiani è digitalizzato, ma ora si andrà di corsa perché la pellicola sparirà a partire dal 2014.

Sono state 91.3 milioni le presenze in sala, nello scorso anno, rispetto ai 101,3 milioni del 2011: si sono persi dieci milioni di ingressi. Gli incassi calano un po’ meno, del 7,9% secondo Cinetel, in attesa che la Siae fornisca a metà anno i dati definitivi sull’intero parco sale. I film statunitensi hanno una quota del 51,1% delle presenze e del 53,2% degli incassi (fenomeno dovuto al prezzo maggiorato per i film in 3D, tutti made in Usa), in aumento rispetto al 46,8% delle presenze nel 2011, con il 48,5% degli incassi. Ad arretrare pesantemente è il cinema italiano: coproduzioni incluse si ferma al 26,5% delle presenze, con 14 milioni di spettatori in meno rispetto al 2011, e al 25% degli incassi rispetto al 37,5% del 2011, con il 35% degli incassi. Il 2013, però, ha visto i film italiani partire fortissimo al box office: si tratta di capire se vi sarà un'inversione di tendenza.

<Tutti i film italiani hanno incassato, in media, il 40% in meno rispetto alle attese – rileva Riccardo Tozzi, presidente dell’Anica. Si è chiuso un ciclo di 15 anni nei quali il cinema italiano è cresciuto e si è affermato tra il pubblico. Tra le cause non solo la crisi, ma l’assenza delle istituzioni nel sostegno alla cultura e nella regolazione dei mercati e il mutamento delle abitudini nel consumo dei film, Lo streaming illegale è diventata la pratica normale non solo per giovani e giovanissimi ma anche per molti adulti. Questa è una minaccia mortale per il cinema.>

Lionello Cerri, dell’Agis, sottolinea come il potere d’acquisto delle famiglie sia diminuito del 4,1% secondo l’Istat e il cinema non sia riuscito ad affermarsi in controtendenza <come intrattenimento a basso costo, nonostante i biglietti siano aumentati solo dello 0,7% sul 2011>. La scelta di anticipare le prime dal venerdì al giovedì ha soddisfatto il mondo del cinema, con un forte aumento degli incassi in tale giornata da settembre a dicembre sul 2011 (ma sono crollati al lunedì, forse con il contributo di alcuni posticipi del calcio).  

La vera spada di Damocle che rischia di pietrificare il settore si chiama Medusa: Mediaset sta drasticamente ridimensionando il suo impegno nel settore e RaiCinema non può prendere anche il suo  ruolo.

Si corre ai ripari: a maggio, una Festa del cinema offrirà biglietti ridotti per una settimana mentre l’estate dovrebbe vedere titoli di rilievo per evitare la “chiusura estiva” da parte degli spettatori. Mentre un Agenda del cinema (ma perché non dell’audiovisivo? La separazione cinema-fiction non ha più senso) sarà discussa con i candidati premier alle prossime elezioni politiche.