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Cda Rai, Agcom, nomine politiche, commissari e cittadini.....

No, proprio non ci siamo. La Rai va rifondata: la riforma della governance è un mattoncino di tale ri-fondazione, nel migliore dei casi...

Il dibattito tra i partiti sul rinnovo del Cda Rai non è tanto un muro contro muro, ma un muro che esclude dalle alternative possibili  fonti di nomina che NON siano nè Governo nè Parlamento.

Pd e Terzo Polo chiedono il commissariamento: ma un commissario a tempo tutto sarebbe fuorchè un antidoto alla lottizzazione. La Rai, innanzitutto, non è allo sfascio finanziario: non serve certo un amministratore "ora ve li faccio vedere io i conti come si fanno tornare". L'indebitamento è sotto ai 300 milioni di euro (quello di Mediaset, a fine 2011, vicino a 1,8 miliardi di euro...), il pareggio di bilancio è stato raggiunto nel 2011 e il budget 2012, con qualche forzatura, di cui ho scritto, prevede il pareggio (ma come farà la Sipra a raggiungere il miliardo di raccolta pubblicitaria vista le tendenza del mercato?).

Alla Rai serve:

1) Una nuova identità e legittimazione come servizio pubblico al quale si paga il canone, ormai svanita per la maggior parte degli italiani e recuperabile solo 2)

2) con l'indipendenza "visibile" da partiti e interessi di parte, a partire dai Telegiornali e dai programmi informativi

3) più qualità nei programmi senza omologarsi alla marmellata digitale privata e Internet come nuova piattaforma universale basata sul dialogo e l'accesso...

Se questi sono gli obiettivi, un commissario non serve e costituisce un pericoloso precedente, qualora al posto del governo dei tecnici  ci fosse un governo dei politici.

L'ideale sarebbe un decreto che prevede l'assegnazione delle azioni Rai a una Fondazione (il Governo, qualsiasi esso sia, non può essere il proprietario della Rai) e assegni alla Fondazione la nomina del Cda e alle massime autorità istituzionali, in testa il Presidente della Repubblica, ma anche ai dipendenti della Rai e a soggetti della società civile, la nomina del Cda della Fondazione.

E' chiaro che chi non vuol cambiare la Gasparri vuole continuare nelle pratiche spartitorie. Chi vuole la riforma del Cda deve dimostrare il contrario, con qualcosa in più di una proposta di legge presentata mesi fa.  

La commissione di vigilanza sulla Rai andrebbe abolita e non da oggi.

A fine maggio scade anche il Consiglio dell'Agcom e sul Web in molti (come Luca De Biase) hanno chiesto una procedura di autocandidature pubbliche con tanto di screening da parte dei cittadini. Per la Rai non si potrebbe adottare almeno le autocandidature? Si potrebbe avere un'Autorità che non fa finta di niente di fronte alle palesi violazioni della parità di trattamento e del pluralismo da parte di molti tg nazionali? O anche i commissari devono essere votati dal Parlamento restando con un cordone ombelicale con i partiti che li hanno nominati? E non si potrebbe avere, finalmente, una Rai riconosciuta dai cittadini come un "servizio"?

 

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