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Le videoteche, la Rete, l’anonimato

Sarà vietato immettere in Rete qualsiasi tipo di contenuto (testuale, audiovisivo, informatico) in forma anonima e clandestina». Gabriella Carlucci va avanti, con la sua proposta di legge presentata alla Camera l’11 febbraio. «Non stiamo riducendo le potenzialità della Rete nè vietiamo la libertà di espressione, come mi accusano le centinaia di mail, spesso piene d’insulti che mi arrivano ogni settimana» spiega la deputata del Pdl, nel corso dell’assemblea (molto animata) dei gestori di videoteche all’ex cinema Capranichetta, a Roma.
Ecco le cifre della crisi delle videoteche: sono 500 quelle che hanno chiuso nel 2008 («nel 2009 sarà peggio» dicono al Capranichetta), con una perdita di 40 milioni d’investimenti. Il fatturato delle videoteche si è dimezzato nel corso di tre anni. Nell’ultimo anno Blockbuster ha chiuso 25 stores, con 156 ulteriori disoccupati.
Le videoteche chiedono allo Stato due provvedimenti urgenti:
1. Un intervento "alla Sarkoszy" per bloccare la pirateria in Rete
2. Un provvedimento d’urgenza che sostenga il settore, ovvero una riduzione dell’aliquota Iva dal 20% attuale al 4% (quello in vigore per i Dvd allegati a prodotti editoriali).
«Se così non sarà, una grossa parte del settore non supererà l’anno» commenta Davide Caviglia, che ha parlato a nome delle videoteche.
Sono passati in secondo piano, rispetto allo "scarico" illegale da Internet (per molti partecipanti il download in quanto tale sarebbe sempre tale…) il problema della concorrenza che altre piattaforme stanno facendo alle videoteche, anche sulle "luci rosse" ma soprattutto sui film e quello della pirateria off line, ovvero dei Dvd che girano di mano in mano partendo spesso da una prima copia contraffatta.