Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Viva Zapata, i partiti e la Rai

Riccardo Villari sta diventando un eroe, a partire da Facebook. In realtà, è stato usato, consenziente, per un gioco politico e ora gli chiedono di farsi da parte perchè il gioco ha raggiunto il suo scopo (impedire a Leoluica Orlando di diventare presidente della Vigilanza). Non è difficile capirlo ma anche molti utenti di Facebook sono informati dalla televisione…

Villari, ex dc, eroe anti-partiti? Ci sarebbe da piangere, più che da ridere.

Veniamo alla Rai. Ora che succede? Mettiamo che Villari rimanga al suo posto e non metta all’ordine del giorno della prossima commissione le sue dimissioni (cosa probabile ma tutt’altro che certa). Il Pd non parteciperà più alle riunioni della Vigilanza. L’Italia dei valori se n’è già andata. Se il centro-destra rimane, insieme all’Udc, la commissione potrà lavorare, avendo il numero legale assicurato.

OK, ma per il nuovo Cda Rai la legge prevede il voto su una lista di sette nomi. Nè uno, due o tre di meno. Tutti insieme appassionatamente. E se il Pd non c’è? Niente paura: saranno consiglieri Rai i primi sette ad avere più voti (uno per ciascun componente della commissione). Il centro-destra, insomma, dopo aver nominato il presidente della Vigilanza che, per prassi, spetta all’opposizione, potrà, se lo vorrà, nominare anche i consiglieri Rai dell’opposizione, con ogni probabilità quelli uscenti. Meno male che Lui c’è….

Sarebbe il regime, dell’assurdo fatto politica. L’unico vero errore del Pd è stato quello di non insistere sulla richiesta di cambiare le norme che collegano i vertici Rai agli equilibri politici, con la successiva cascata di nomine in azienda. Una proposta maggioritaria anche nell’elettorato di centro-destra. Anche a costo di arrivare alla privatizzazione dell’azienda, magari solo di quella non finanziata dal canone.

I partiti non hanno però una visione della comunicazione e della cultura come valore, anche economico, che andrebbe lasciata crescere indpendente e autonoma, nell’interesse dei cittadini e non colonizzata e utilizzata a scopi elettorali. Già s’intrecciano voci sui futuri nomi di presidente, consiglieri e direttore generale della Rai. Come se in questo scenario questo costituisse la priorità assoluta e non il pluralismo del sistema informativo e di quello televisivo in particolare.

Pancho Pardi se n’è andato, Pancho Villari è restato, per ora…..Viva Zapata (e la riforma tv di Zapatero).

  • rocco monaco |

    «Le figure indecorose che i politici di ogni schieramento stanno facendo sulla questione della presidenza della Commissione di vigilanza sulla Rai rendono indispensabile una riforma profonda della gestione complessiva della televisione pubblica». È il commento di Utelit, attraverso il presidente Rocco Monaco, dopo i fatti di questi giorni. «Così come è ormai necessaria la presenza nel consiglio di amministrazione della Rai d’un componente a costo zero che garantisca i teleutenti, alla stessa maniera ci sembra opportuno ridiscutere un organismo, la Commissione di vigilanza, che è espressione della tendenza della politica a occupare spazi senza nessuna garanzia per la televisione di qualità al servizio del normale cittadino». Prosegue Monaco: «Ci sembra evidente che, così come i cittadini devono essere sgravati dal canone perché è una tassa iniqua, alla stessa maniera la televisione pubblica deve essere liberata dalla presenza invasiva della politica, che è diventata essa stessa l’ostacolo principale a una televisione di qualità».
    Rocco Monaco
    Presidente Nazionale Utelit

  Post Precedente
Post Successivo