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Rai-You Tube, cosa dice l’accordo

Altro che transazione finanziaria, come ha detto qualcuno. La Rai ha scelto una politica diversa da quella di Mediaset. Il cui presidente, Fedele Confalonieri, parla di <mantenere la leadership nel mondo dei contenuti tv> e di contrastare l’espansione dei "giganti Internet". L’obiettivo di Mediaset è di monetizzare i contenuti video, estendendone la finestra temporale di accesso anche dopo la trasmissione broadcast, <per allargare la base clienti e generare nuovi ricavi>. Mediaset, insomma, punta a diventare un editore globale e anche operatore di reti e piattaforme. Per ora ha ceduto ad Alice i tre canali pay del digitale terrestre, Joy, Mia e Steel.

La Rai preferisce procedere per alleanze, come quella siglata con You Tube.

Vi saranno su You Tube uno o più pagine e/o canali dedicati alla pubblicazione di video Rai. I contenuti saranno decisi da RaiNet, la società della Rai che opera nella Rete. Vi sarà una home page iniziale con "il meglio di…" e poi pagine per temi o per programmi. Oggi ci sono solo video brevi, in futuro, con la diffusione della banda larga, saranno veicolati anche interi programmi.

La pubblicità sarà raccolta da You Tube e Rai avrà il 55% di tali ricavi o il 33% in caso di annunci presenti su siti terzi che riprendono i contenuti di You Tube. Sul codice di autodisciplina pubblicitaria Rai e Google si sono trovati sulla stessa linea. Non viene escluso che, in futuro, anche la Sipra, concessionaria della Rai, possa gestire una porzione degli spazi del servizio pubblico su You Tube.

Protezione del copyright: Google interverrà entro poche ore o minuti, nei casi critici, dalla segnalazione.