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Rai, ancora più Parlamento e meno azienda

Se la Rai fosse un’azienda….forse riuscirebbe anche a fare la differenza a livello di qualità dei programmi. Certo, quando consiglieri fanno mancare il numero legale (ma è lecito per un  amministratore senza essere revocato dall’azionista? E’ che non c’è azionista, se non quando il Governo deve nominare i consiglieri), quando prosperano le sub-aziende private personali, quando per avere un contratto a termine occorre conoscere un congruo numero di persone che contano, quando ci sono troppe prime donne e poche "terze file" che lavorano, ogni giorno, non per sè stessi ma per un progetto comune, come si può parlare di azienda?

L’anomalia Rai, che è l’anomalia della tv italiana, del suo rapporto con la politica e le istituzioni, anzichè ridursi, sta diventando macroscopica. L’Europa si allontana.

Privatizzarla? Per diverse ragioni, è una missione impossibile, tanto che la legge Gasparri è rimasta sulla carta. Bisogna prima avere un assetto pluralista e concorrenziale tra più soggetti privati e poi mettere mano a una radicale riforma della Rai. Altrimenti si rischia un oligopolio Mediaset-Sky con un contorno di emitenti satelliti e/o marginali.