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Il satellite verso Internet, Eutelsat verso la sardegna, Soru “versus” il digitale terrestre

Internet vola anche via satellite. Eutelsat vola con 24 satelliti geostazionari, collocati in 20 posizioni orbitali diverse. Il presidente della Regione Sardegna, Renato Soru, scommette che entro il 31 dicembre 2008 tutti i 377 comuni della Regione avranno accesso alla banda larga mentre nel marzo 2009 sarà operativo il Teleporto satellitare di Skylogic, società di Eutelsat, in costruzione vicino Cagliari. Soru, inoltre, contesta clamorosamente la Dgtvi, l’associazione degli operatori televisivi, durante il convegno sulle infrastrutture digitali in Sardegna, organizzato da Eutelsat. Se ne va dalla sale all’inizio dell’intervento di Egidio Viggiani, segretario generale di Dgtvi e torna quando l’intervento è finito.
Giuliano Berretta, gran guru di Eutelsat, dice cose non scontate. Spiega il servizio Tooway, per offrire l’Internet veloce via satellite agli utenti domestici. «I prezzi saranno concorrenziali con la Dsl di seconda generazione, ci vorranno dieci minuti per l’installazione, ci sarà banda per 50 Megabit per il downlink. Il terminale riceverà insieme la tv e la larga banda». E poi: «Non cerchiamo sovvenzioni pubbliche, Eutelsat sta per investire 1,3 miliardi per sette nuovi satelliti da lanciare entro la fine del 2010 e strutture di supporto a terra, come il Teleporto di Cagliari, che segue quello di Torino». Ancora: «Il satellite è il servizio più ecologico che ci sia: il Teleporto di Cagliari richiederà solo 2 Megawatt di potenza elettrica ma non vi è alcun impatto ambientale» sottolinea Berretta.
Il mercato cresce con il satellite: dal 2005 al 2007 Eutelsat trasporta 800 nuovi canali televisivi, ovviamente tutti digitali. La tv rappresenta per Eutelsat il business principale, che vale quasi il 75% del suo fatturato ma il gruppo punta sui servizi dati e a valore aggiunto: dalle reti aziendali a quelle di comunità locali fino ai servizi mobili, ai jet d’affari, ai trasporti marittimi, ai treni. Il satellite si propone come soluzione per colmare il cosiddetto digital divide, ad esempio offre servizi di banda larga per imprese, comunità, scuole, ospedali non serviti dalle infrastrutture terrestri.
In particolare, il Teleporto di Cagliari sarà il polo tecnologico per i servizi di banda C per l’Africa (quelli più resistenti alle forti intemperie atmosferiche del continente).
Quanto allo scontro Soru-digitale terrestre, nel merito il presidente della Regione ha i suoi motivi, anche se non lo ha espressi (il modello, nel tempo, premia la crescita dei canali tv tradizionali rispetto ai servizi al cittadino) ma nel metodo non è stato proprio un gesto di buona educazione.
N.B. Il Teleporto sta sorgendo su un’area di 34mila metri quadri, di cui oltre 12mila dedicati alle antenne, per ora dieci ma previste fino a venti.